Come fare link building per promuovere un sito web

La link building è vista con molta speranza da coloro che hanno un sito web, ma non riescono a farlo decollare. Tranquilli, all’inizio di un progetto, lo scarso traffico organico è assolutamente normale.

Con il trascorrere del tempo, il problema diventa abbastanza fastidioso. Si cerca quindi di trovare una soluzione che sia economica, efficace e facile da attuare.

Che se ne dica, nella maggior par dei casi il problema è rappresentato dai link in ingresso. Per aumentare il ranking del proprio sito, bisogna creare una strategia link building di successo.

Si tratta di un dettaglio sicuramente importantissimo, in grado di fornire al sito quella marcia in più per farne decollare le visualizzazioni. Tuttavia, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non è affatto una soluzione semplice.

Il primo errore che si commette è pensare che la link building comprenda solo i link esterni, quelli che puntano verso il nostro sito web. Errore, la link building deve stabilizzare l’equilibrio tra i link esterni e quelli interni.

A scanso di equivoci, occorre anche precisare che occuparsi prima dei link esterni e poi dei link interni, è una perdita di tempo. Prima bisogna occuparsi della struttura interna del sito. Se non possedete le conoscenze necessarie, conviene rivolgersi ad un esperto SEO. Questa figura professionale è in grado di applicare le tecniche di link building in maniera corretta.

I collegamenti interni al sito devono reindirizzare verso pagine utili, che possano dare qualche informazioni all’utente. Oppure, se abbiamo un sito da monetizzare, dobbiamo in qualche modo portare Google e gli utenti verso le pagine che contengono i prodotti / servizi.

Ottimizzare i link interni

Per equilibrio, e quindi una link popularity ben organizzata, occorre utilizzare come keyword parole rilevanti e ottimizzate per le query cercate su Google.

Per fare link building gratis, bisogna essere capaci di analizzare il traffico Google, capire quali sono le ricerche maggiormente effettuate e quindi fare creare tutti i collegamenti con criterio rispetto alla tematica principale della pagina.

Per fare un esempio, se il tema principale della pagina tratta di malattie cardiovascolari, i collegamenti inseriti devono portare alle singole patologie, spiegare meglio il sistema cardiovascolare e approfondire la tematica principale.

Ricerca dei link esterni

Una volta organizzati i link interni, occorre concentrarsi su quelli esterni. Si comincia creando una lista di siti che trattano di tematiche affini. Vanno bene anche i siti generalisti, ma a condizione che abbiano la sezione che c’interessa.

Non sto qui a dirvi come valutare la qualità di un sito che ospiterà il link, ma evidentemente qualche analisi più approfondita bisogna farla. c’è anche chi sostiene che basta uno sguardo, per capire se un link esterno su quel dato dominio può essere utile. Io credo invece che qualche tool, come Semrush o SeoZoom, è indispensabile per questa analisi.

Quindi è bene contattare i gestori di questi siti tramite il modulo di contatto (nella maggior parte dei casi presente in una delle pagine del sito).

Abbiamo anche la possibilità anche di utilizzare i gruppi di Facebook per pubblicare annunci di vario genere. In questi gruppi è possibile comprare i guest post per effettuare la promozione del sito, o effettuare degli scambio link.

I link si comprano?

Nella stragrande maggioranza dei casi non si ottiene alcuna risposta, in quanto in Italia per avere dei collegamenti esterni bisogna pagare. Qualora la promozione del sito fosse benefica per entrambi, si potrebbe verificare il caso dello scambio link equivalente. I gestori dei due siti, quindi, si scambieranno i link.

Tuttavia bisogna prestare molta attenzione ai link che vengono forniti dal gestore dell’altro sito, in quanto non solo potrebbero essere non attinenti, ma anche di scarsa qualità. Questo poiché i link non devono essere usati soltanto ai fini di scambio, ma rappresentare una reale efficacia.

Rendere il profilo link più naturale

Bisogna anche “mascherare” l’attività di link building artificiale, in quanto al giorno d’oggi Google ha creato degli algoritmi che riescono a riconoscere delle attività simili. Il sito, in questo modo, rischia d’incorrere in delle pericolose penalizzazioni e trovarsi lontano dalle prime posizioni sui motori di ricerca. Bisogna creare dei contenuti realmente validi, informativi e ricchi di contenuto, in quanto Google ha il coltello dalla parte del manico e può segare, senza alcun sindacato, i siti.

Le PBN funzionano ancora?

In alternativa, è possibile anche creare un proprio network di blog, attività nota come PBN (private blog network). In passato le PBN hanno portato molto successo a chi le ha utilizzate, ma poi Google ha scoperto il giochino e le riconosce subito, individuando i pattern dei tier che linkano il money-site.

Adesso la situazione è cambiata, possiamo anche inserire tutti i siti della PBN nello stesso account di Search Console. Google valuterà la qualità dei siti senza pregiudizi, magari dando un peso minore ai link, ma questo è anche giusto.

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